L’elettronica vista dai Black Era, Costanza e Marco Messina
Al Forte La Carnale una serata all’insegna di onde sonore e circuiti
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Nello splendido scenario della “vecchia cavallaria” di Forte la Carnale, il macrostudio media può sicuramente vantare di aver presentato uno degli eventi più interessanti e attesi dal pubblico campano. Lo scorso 26 gennaio si sono esibite tre delle più affermate e interessanti realtà di musica elettronica di casa Italia.
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Ad aprire il set i partenopei Black Era, la band dall’impronta trip hop, molto vicina, per sonorità ed ispirazione ai vari Portishead, Massive Attack e ai conterranei Almamegretta. Beat cadenzati, chitarre rarefatte e la linea voce di D.Y. Darshan hanno scandito le battute di una serata all’insegna di onde sonore e circuiti vari. Solo un attimo di pausa e sul palco sale la voce femminile che negli ultimi anni ha attirato su di sè l’attenzione di pubblico e critica, al punto da essere paragonata alle grandi voci del panorama musicale quali Bjork e PJ Harvey. Costanza Francavilla, più semplicemente conosciuta come Costanza, è romana di origini ma estranea a qualsiasi linguaggio musicale d’ispirazione nazionale. Da sempre fan di Adrian Thaws aka Tricky, Costanza riuscì a raggiungere le orecchie dell’artista di Bristol attraverso una demo. Il giorno dopo l’ascolto Tricky l’assoldò per le registrazioni di Vulnerable (2003).
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La performance dell’artista romana si presenta subito in stile one woman show con dinanzi a sè due synth, un microfono, una chitarra ed un basso. Fa tutto da sola e rende perfettamente l’idea di quale pasta sia il suo primo progetto discografico, Zerokilled (2006). Sonorità minimali, ipnotiche e sinuose animano tutto il set della cantante romana che spezza l’aria monocorde offrendo una brano elettro – funk che ricorda i migliori Planet Funk.
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L’ambiente si muove decisamente verso suoni più consistenti e grassi con Marco Messina ai pulsanti, storico beatmaker dei 99 Posse, molto attivo in materia di produzioni discografiche e live con i vari progetti dei quali è protagonista (Poe Si, Pentole e Computer, Fratelli Lumière, Poison Me). Reverbi, filtri q, decimator e delay, in un continuum di manopole che girano e rigirano su se stesse, dimostrano che la musica elettronica è un filone tutto a sé.
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