“CONTATTI”, il titolo del nuovo album di Bugo, fresco fresco di uscita, è assolutamente una parola normale ; non ha nulla di strano o di complicato ed è ben diverso dal dire “ Sentimento esternato”, “La prima gatta”, “Dal lo fai al ci sei"; eppure questi erano i titoli dei precedenti lavori di Cristian Bugatti, alias Bugo. Cosa è successo? “C’è crisi/dappertutto si dice così/e lo leggo sui visi/non è colpa solo del lunedì….” Canta Bugo all’inizio del suo singolo e sono le parole di un ritornello allegro, ma non troppo, che rimane ben impresso nella mente, grazie anche al fatto che le radio più commerciali trasmettono la canzone ogni paio d’ore. E non me lo sarei mai aspettato.
Più che di crisi si potrebbe parlare di un fortunato cambiamento o meglio di una serie di “contatti” /incontri fondamentali; in primis quello con il nuovo produttore Stefano Fontana – uno dei produttori dance più validi in Italia - alle cui basi elettroniche e minimaliste si è unita la scrittura di questo giovane cantautore fuori dal comune. Ne è venuto fuori un progetto tutto nuovo, molto fresco ma che non lascia comunque da parte i temi “bughiani” della frustrante vita moderna; semplicemente questi stavolta ci vengono srotolati su un sottofondo più scanzonato e addirittura ballabile.
All’immagine di un Bugo un po’ frikkettone, menestrello di novelle a tratti incomprensibili a cui si accompagnava qualche accordo di chitarra acustica, troviamo sostituita la figura di un rock-a-billy più psichedelico e post-moderno. Non canta più cose folli, non incentra tutto un testo sul “cellulare” o sul “gel” ma ci mette di fronte ad un universo più vasto, fatto di suoni e congetture completamente nuovi, meandri e nicchie nelle quali addentrarsi per scoprire frammenti di indie dance ( C’è crisi ) o psychedelic trance o addirittura del puro e semplice rap (Le buone maniere), mantenendo però il cinismo caratterizzante del suo modo di essere musicista in brani come Felicità o Primitivo.
Insomma, per chiosare usando le stesse parole del nuovo Bugo, possiamo dire che: se “niente è più come prima, meno male oppure semplicemente fa niente ” aggiungendo che a noi, questa crisi, non dispiace affatto.