“I milanesi ammazzano il sabato” : il nuovo album degli Afterhours.
La recensione del seguito di "Ballate per piccole iene".
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| Gli Afterhours. Da afterhours.it |
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E’ uscito il 2 Maggio “ I Milanesi ammazzano il sabato” , il nuovo album degli Afterhours. Il titolo vuol dire tutto o forse niente ma di sicuro, in questo lavoro, ci sono tante, tantissime cose, alcune bellissime altre un po’ meno.
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Arriva a 3 anni di distanza da “Ballate per piccole iene “, un album che non era piaciuto a tutti, un album un po’ lontano dal vecchio sound Afterhours e che a qualcuno aveva fatto dire che “ Gli After erano cambiati, non erano più quelli di una volta”. Con questo lavoro Manuel Agnelli sembra invece riavvicinarsi al giusto equilibrio tra distorsioni rock primordiali e melodie più dolci per una produzione complessiva che rappresenta bene le tante facce della band e chiarisce cosa e chi sono gli Afterhours oggi.
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Il titolo riprende l’omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco con una leggera variazione (“al sabato” diventa “il sabato”) ; i brani raccontano il quotidiano, la normalità delle piccole cose ma anche l’alienazione del vivere in una metropoli che in questo caso è Milano ma potrebbe essere qualunque grande città. Ottimi richiami rock a Queens of the Stonage, Who, o anche ai vecchi Afterhours; pezzi innovativi e originali come “Pochi stanti nella lavatrice” , arrangiamenti complessi arricchiti da fiati e piano come in “Tema: la mia città”.
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C’è un qualcosa che, però, dal nove non permette di passare al dieci ; è come se ogni tanto, durante l’ascolto dell’album ci si imbattesse in qualche caduta di stile: va bene che un artista racconta sempre di se stesso ma i continui riferimenti alla paternità di Manuel dominano troppo e la ninna nanna “ Orchi e streghe sono soli “ non ti va di riascoltarla una seconda volta. C’è poi “Riprendere Berlino” che ricorda un po’ qualche canzone dei Nomadi e che, salvo per il riff finale, fa tanto nazional-popolare-cantiamo-tutti-insieme-e-vogliamoci-bene andando così a stonare con il percorso ritmico sul quale proseguono i brani dell’album.
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Tuttavia gli Afterhours sono dei grandi maestri e dai grandi maestri si vorrebbe sempre il massimo perciò, poi, ci danno fastidio anche quelle piccolissime imperfezioni; nonostante tutto li amiamo e ne accettiamo i cambiamenti e poi, come canta Manuel in “E’ solo febbre”, ci piacerà, ci piacerà, cambiare stile, cambiare amore, cambiare veste”.
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