Iggy Pop: Signore e signori, andate a fanculo!
Live report dal Neapolis Festival 2006
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Un momento dell'esibizione di Iggy Pop a Napoli
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Un rettile puntuale.
All’uscita dall’arena Flegrea si corre fra le braccia di Iggy. Nonostante l’inizio in ritardo dei concerti al Metropolitan Stage, il rettile del rock inizia più che puntuale la sua esibizione, scatenando una corsa frenetica in cento metri. Una calca che viene accolta dalle note di “Loose”, seguita da “1969”. E’ subito il caos. Il pogo rapisce le masse come un angelo sterminatore, creando varchi, compressioni, onde di persone che ritmicamente si apre e chiude come i ventricoli di un cuore.
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In polemica con la security Iggy fa salire sul palco i suoi fan
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"Fascisti" alla security..
E’ una cosa triste da dirsi, ma è un dato di fatto: il rock è vecchio. Non che il rock abbia fatto il suo tempo, ma le emozioni uniche e sempreverdi le danno solo i “vecchi”: i Rolling Stones, gli Ac Dc, i Pink Floyd (quando suonano…), i Deep Purple e Iggy Pop.
Carne e sudore, fibre muscolari in continua torsione, tensione, spasmo, Iggy non ha conceduto nulla alla fatica, correndo in lungo e in largo sul palco, saltando come una giovinetta sull’ampli del basso, strusciandovisi contro, gridando i suoi testi, contorcendo il volto in smorfie di disprezzo e scherno contro tutti. Con ¾ della formazione originale, cui è stato aggiunto uno strepitoso animale da palco quale il bassista Mike Watt (fIREHOSE, Porno For Pyros), vero mattatore insieme ad Iggy stesso, i redivivi Stooges hanno offerto una rapida panoramica sui brani più famosi, aizzando più volte la frenesia del pubblico. Senza nulla togliere agli altri artisti in programma, la caratteristica principale della loro esibizione è stata il coinvolgimento del pubblico, assoluto dall’inizio alla fine. Da “I Wanna Be Your Dog” il concerto inizia a decollare alto ed irrefrenabile. Più volte Iggy manda a fanculo tutti, band, pubblico, mondo e, ovviamente, se stesso. Intanto, la security, fra le più intemperanti mai viste, si è resa protagonista del pestaggio di un ragazzo che ha tentato l’assalto al palco, e di altre teste rotte durante tutto il live. Da bravo anarchico, Iggy non è stato d’accordo ed ha apostrofato due degli energumeni a bordo palco con un ripetuto “fascisti, fascisti fascisti!”.
Il contatto con il suo pubblico.
La seguente “No Fun” è stata un’apoteosi: nulla ha potuto impedire una clamorosa invasione di palco, con oltre una cinquantina di scalmanati che hanno guadagnato il proscenio accerchiando l’Iguana che, sempre più divertito, ha mandato tutti nuovamente a fanculo, soprattutto coloro che sono rimasti tranquillamente al di là delle transenne. Tutti lo toccano, fanno boccacce, cercano di afferrare il microfono, gli strizzano il “pacco”, mimano i suoi gesti. I fan sono allo stesso livello del loro idolo, volontariamente auto-detronizzato. Ne ha fatto le spese un povero addetto palco che a stento riesce a separare il rocker dall’orda rockettara, famelica di mito. Dopo il deflusso di carni da pogo il delirio continua, fino al finale con “Dirt” e l’omaggio ad un pubblico così caloroso con il bis di “I wanna be your dog”, un double dog che, ancora una volta, ha fatto scatenare gli adepti del sig. Pop, il migliore del rock.
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