Juliette and the Licks : dal cinema al rock più puro che c’è, in attesa di un nuovo vibrante album.
La biografia della ex monella di Hollywood
|
|
| Juliette and the Licks |
|
Lei è Juliette Lewis, californiana, classe 1973, nota ai più come “versatile” attrice di Hollywood (ma è concesso avere dubbi in proposito), protagonista di film come “Natural born killers” o “ Cape Fear”. O almeno questo è il ritratto che si poteva fare di lei fino a qualche tempo fa, di preciso fino al 2003: l’anno della svolta.
|
La Lewis dà voce alla sua vera personalità, trova i giusti compagni di viaggio (Todd Morse, Kemble Walters, Paul Ill e Jason Morris) e si scatena con un misto di rock, garage e punk che poco fa rimpiangere la musica “dannata” di una volta.
|
|
Juliette è sempre stata un ragazzina difficile, una di quelle con l’infanzia e l’adolescenza segnate da disavventure delle più esasperate: fughe da casa, arresti, bevute di troppo, scuole che proprio non la vogliono. Insomma, una vera rock star in erba. Chissà come, intraprende la strada della recitazione, un percorso che la soddisfa si, ma non lascia abbastanza spazio alla sua voglia di libertà, trasgressione, divertimento con la D maiuscola.
|
|
| Juliette Lewis |
|
La voce c’è, la si sente già da alcune performance “rubate” dai set cinematografici (“Strange days”, 1995), ma quello che si sente sul palco ha un qualcosa di strabiliante: c’è talento, energia, ci sono vibrazioni ad alto tasso di adrenalina, tanto che alla fine la forza creativa del gruppo coinvolge anche chi all’inizio guardava a loro con un po’ di freddezza, me compresa. Si sa, il mondo è pieno di pseudo – attrici che decidono di improvvisarsi cantanti e viceversa. Ma Juliette non è Jennifer Lopez o Lindsay Lohan, è ben altro.
Il debutto arriva nel marzo del 2005, quando esce l’EP “...Like A Bolt Of Lightning “, un 5 pezzi che riscuote grande approvazione dalla critica; poi, nel maggio 2005, il primo album “You’re speaking my language”: sonorità arrabbiate che fanno tanto Patty Smith, ed energia a dismisura.
|
E poi esibizioni su esibizioni, l’addio del batterista (Morris), l’incontro con quel genio del ritmo che è Dave Grohol, che parte con un paio di demo e si fermerà per tutto il secondo album da studio della band, “Four on the Floor”, uscito nell’ottobre del 2006.
Ci sono ancora le “chitarrone” punk, di quelle potenti, c’è ancora il rock insomma, soprattutto in pezzo come “Hot Kiss” (singolo che ha anticipato l’album) e “Sticky honey”, ma pare ci sia stato un leggero calo rispetto al primissimo esordio, o forse semplicemente si comincia ad abituarsi al sound della band.
Tempo è passato dalla giovane ragazzina di “Buon compleanno Mr Grape” che perdeva la testa per Johnny Depp, e questa nuova Juliette ci piace sempre di più: ci ha restituito (o almeno ci prova, il che oggi è abbastanza!) un rock che credevamo andato, performance live da paura e, soprattutto, l’idea di una donna che fa rock n roll. E, scusate, ne avevamo davvero bisogno.
|
| Parole chiave:
rock
,
punk
,
News
,
biografie
,
Juliette and the Licks
,
Juliette Lewis
,
Dave Grohol
,
Todd Morse
,
Kemble Walters
,
Paul Ill
,
Jason Morris
|
|
COMMENTI DEGLI UTENTI ALLA NOTIZIA
|
| Questa notizia non ha ancora ricevuto commenti |
|
|
|
|
Site
Map
Site
Map Index
|