LIVE REPORT: MUSE IN FLORENCE
Muse + Juliette and the Licks
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Dopo le tre date invernali del 2006, Roma, Bologna e Milano, i Muse tornano ancora una volta in Italia prima della già annunciata data veronese del 16 luglio. Rockout vi racconta come è andata.
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"30 maggio, Firenze: è ancora una volta Muse."
Il concerto si tiene a Piazzale Michelangelo: pullman affollati (troppo affollati), curve a volontà: alla fine,alle 17,30 circa siamo lì.
La folla è impressionante già a quell'ora, e le file per entrare nell'arena pure. Ci accodiamo e aspettiamo circa un'ora prima di varcare i cancelli: c'è gente di tutte le età, dai giovanissimi agli ultra quarantenni, a dimostrazione che i tre ragazzi del Devon piacciono davvero a tutti.
Una volta dentro, ci si accomoda molto elegantemente a terra.
Alle 20 passate salgono sul palco Juliette and the Licks: non ci si poteva aspettare di meglio. Di solito si prega affichè la tortura della supporting band finisca in fretta (come per i Noisette al Palalottomatica di Roma,per esempio), ma stavolta non è così.
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La bad girl e soci trascinano il pubblico, anche i più restii, e tengono il palco in maniera egregia, direi, visto quello che ci attende dopo.
Otto canzoni, energia che spacca e la frontwoman impazzita sul palco e il gioco è fatto: se non tutti conoscono propriamente la band, alle note di "Got love to kill" e "Sticky Honey" cantano e saltano più o meno tutti. Nel finale è tutto uno scambio di strumenti e improvvisazioni che non possono lasicare insoddisfatti.
Finito il primo show, comincia a fare buio e l'attesa cresce.
I Muse non si vedono, e c'è da aspettare un pò prima di vederli salire on stage: è il panico.
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Aprono con "Knights of Cydonia" e il pubblico si scatena: Matt sembra un matador, tutto vestito di rosso, con un'aria alla "si,sono un chitarrista con gli attributi" che pochi possono permettersi; Chris (al basso) è incravattato e imperturbabile come sempre, quasi stoico e Dominic..beh,era decisamente la sua serata. Bellamy sarà anche il frontman (e che frontman),ma è possibile che nessuno abbia mai visto un batterista tanto indiavolato, simpatico (a modo suo) e divertito, parrucca rosa compresa.
Lo show va avanti; la scaletta è decisamente cambiata dalle date precedenti: molto più Origin of simmetry e molto meno Absolution.
Regalo particolare per i fans è stato il brano Microcuts, decisamente inatteso, almeno quanto Feeling Good.
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Invincible e Blackout sono gli intermezzi per i più "romantici", per il resto c'è ben poco spazio per i lenti: è tutto un vorticoso alternarsi di assoli di batteria e virtuosismi di Matt alla chitarra, il tutto con la solita intesa perfetta.
La magia c'è,insomma,ma dura poco; più o meno un'ora e mezza scarsa di concerto, un pò, forse, perchè l'eco risuona in tutta Firenze e le restrizioni si fanno sentire, un pò per presunti problemi tecnici. I Muse ringraziano, e ripartono in tutta fretta: prossima tappa Rock Am Ring, Nurburgring.
Qualcuno sarà sicuramente rimasto deluso dalla brevità dell'evento, o dalla mancata esecuzione di pezzi storici quali Bliss o Butterflies and Hurricanes, per citarne alcuni, ma di certo non si può dire assolutamente nulla contro l'alternative band più tosta del momento. Non sono solamente la miglior band dal vivo, non solo solamente ottimi strumentisti e compositori: i Muse sanno stare sul palco come nessun'altro, trascinano i fan senza dire una parola (escluso un "you guys are fucking rock" di Dom), solo con la musica,con quella magia che si ripete ogni volta, grazie anche ad una scenografia azzeccatissima e intelrudes ancor più perfetti. Conclusione, non ci stancheremmo mai di vederli dal vivo."
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