PETER BJORN AND JOHN:"WRITER'S BLOCK"
Ancora conferme dal variopinto e multiforme panorama scandinavo.
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La musica, come moltre altre cose al mondo, è piena di luoghi comuni: fino a qualche decennio fa si riteneva che il buon vecchio rock n roll fosse una prerogativa d'oltreoceano; poi è passato ad essere privilegio della cupa Inghilterra, che con i suoi cieli grigi e atmosfere ipercreative ha, per fortuna, dato nuova vita ad un genere che sembrava sull'orlo del baratro. Oggi una cosa è certa: se volete della buona musica, a prescindere dalle etichette e dagli stereotipi, date uno sguardo al panorama scandinavo.
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| PETER BJORN AND JOHN:"WRITER'S BLOCK" |
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La Svezia, in particolare, sembra naturalmente predisposta a dar vita a musicisti talentuosi, originali, che non hanno paura di sperimentare, mescolare, ripescare dai vecchi cassetti della memoria; e pare che più o meno tutti ci riescano in maniera egregia.
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Mando Diao, De Stijl, Last days of April, sono solo alcuni dei nomi di band di successo provenienti dal nord. E se estendiamo il campo oltre i confini svedesi, la lista si allunga:The Ark, Carpark North, The Rasmus, Him e tanto altro ancora. Gruppi diversi, ma accomunati da un talento particolare, quello della sperimentazione, della contaminazione e della novità, che permettono di non tremare al suono di parole come pop,elettro pop, e di non scadere in inutili pregiudizi, di solito generati dalla naturale associazione di tali generi con personaggi raccapriccianti dell'odierno panorama musicale.
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| "WRITER'S BLOCK" PETER BJORN AND JOHN |
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La riflessione nasce dall'ascolto di un album ben fatto: "Writer's block", degli svedesi Peter,Bjorn and John. Il gruppo (Peter Morén, Björn Yttling, John Eriksson) nasce a Stoccolma nel 1999, nel 2002 esce l'omonimo album di debutto, seguito da altre due produzioni: "Falling out" (2005), e la loro ultima fatica già citata, uscita nell'agosto del 2006 e anticipata dal singolo "Objects of my affection", in rotazione su Mtv. Il trio, dove tutti cantano e suonano nella stessa misura, senza discriminazioni, non ha mai mirato veramente in alto,lo scopo è sempre stato fare della buona musica per se stessi: eppure nel 2006 la rivista NME li ha piazzati al secondo posto nella lista delle 50 canzoni più belle dell'anno, con il brano "Young Folks".
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Non c'è il rock duro e puro in questi tre giovani ma maturi musicisti, non c'è punk..A dir la verità è difficile dire cosa ci sia davvero: i brani sfuggono alla categorizzazione,il pop e l'indie si fondono per dar vita ad una track list che si lascia ascoltare facilmente,si fa addirittura fischiettare e,con semplicità disarmante, svuota la mente dalla routine quotidiana e dà la sensazione di "fluttuare" senza meta in un mondo perfetto.Il pop c'è, si, ma è quello vero, quello che nasce per divertire, far prendere la vita con facilità, quello che fanno bene in Svezia,appunto.
A proposito di buona musica, poche settimane fa è arrivata la (buona) notizia dell'imminente nuovo album degli Hives, seguito del fortunatissimo "Tyrannosaurus Hives" del 2004 (quello di "Hate to say I told you so",per intenderci): la data non è certa, la track list nemmeno, ma Pelle Alqmvist e compagni assicurano che ci sono quasi e possiamo aspettarci qualcosa di sensazionale. Nell'attesa, il consiglio rimane: guardate più in là,estendete gli orizzonti,ne vale davvero la pena.
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