RATZINGER NON VOLEVA BOB DYLAN SUL PALCO CON GIOVANNI PAOLO II
Lo racconta in un libro Benedetto XVI per il quale "il rock è opera di Satana"
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Papa Benedetto XVI fu in totale disaccordo con il suo predecessore Giovanni Paolo II quando quest’ultimo rese possibile l'esibizione di Bob Dylan al Congresso Eucaristico di Bologna nel 1997. A rivelarlo è il quotidiano inglese The Times, che anticipa alcuni passi del prossimo libro del Pontefice.
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A Ratzinger non piaceva e non piace il rock e cercò in tutti i modi che quel concerto non venisse realizzato. Ma l’allora cardinale dovette rassegnarsi perché Giovanni Paolo II non retrocedette dalle sue intenzioni.
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“Avevo molte ragioni per essere scettico” scrive Ratzinger nel libro “Giovanni Paolo II, il mio amato predecessore” che sarà diffuso a partire dalla prossima settimana. Nel libro Benedetto XVI racconta i suoi dubbi in merito a quello show, alla possibilità che “una sorta di autoproclamato profeta (ebreo e autore di canzoni con messaggi provocatori) potesse salire sul palco assieme al Papa”.
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Il 27 Settembre del 1997 più di 300 mila persone assistettero al concerto, in cui Dylan cantò anche Knockin’ on Heaven’s Door (bussando alle porte del paradiso)
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In diverse occasioni, l’attuale pontefice ha ribadito che la musica rock è opera di Satana, tanto che dalla sua agenda è stato rimosso il finanziamento del Vaticano al tradizionale concerto pop di Piazza S. Pietro, celebrato per 13 anni durante il pontificato di Karol Wojtyla. Benedetto XVI, a quanto si dice, non gradirebbe nemmeno l’uso della chitarra durante la messa. Più di una volta avrebbe richiamato i suoi fedeli affermando che “la liturgia non è un testo teatrale e l’altare non è uno scenario”.
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