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INTERVISTA A GIORGIO CANALI
"A breve il nuovo album"

Pubblicato da: Daniele Mazzotta on Agosto 2008

Un appuntamento, il primo, quello del Pummarock Fest di Sant'Antonio Abate che valeva la pena vedere e ascoltare. Un'occasione, soprattutto, per incontrare Nostro Signore Del Tritolo, Giorgio Canali. Gli ho chiesto molto, ad un certo punto ho pensato, troppo.


Ma, ripeto, valeva la pena farlo, anche a costo di urtare la sua pazienza, rivelatasi assolutamente d'oro. Dalle mode all'anarchismo, alla condizione che viviamo, ai Dondolaluva fino al Combat Rock!


Intervista di Daniele Mazzotta.1) Il tuo nuovo album, Nostra Signora Della Dinamite, è intriso di poesia, di momenti intimi, di rabbia! E' un album che racconta Giorgio Canali o quello che ha visto intorno a sé in quest'ultimo periodo?

Sono io. Negli album precedenti ho sempre parlato di quello che c'è intorno e siccome mi ero rotto le scatole di passare per il messia sfigato, semipopulista che evoca disgrazie, iettature e grandi fratelli che arrivano dall'alto, ho detto – Visto che questo mondo è sfigatissimo e disgraziato, questa persona, quale sono io, è sfigatissima e disgraziata, alla fine se devo dare un quadro da situazione della cosa posso darlo di me stesso invece che darlo di questo mondo.
In ogni caso, Si, sono le mie impressioni, i miei sentimenti, quelli che può avere chi è quasi arrivato alla terza età e non ha mai fatto un cazzo nella vita. Ho solo cercato di comunicare con la gente, niente di più. Alla fine quando fai il musicista cerchi la comunicazione, a parte certi casi neanche tanto infrequenti in cui si fa musica per un sacco di altri motivi; però il motivo principale che mi spinge a fare questa cosa è raccontare agli altri dei pensieri. Quando trovo qualcuno che li condivide è molto bello.

2) E' da dodici anni che Giorgio Canali firma i suoi dischi col suo nome, in qualità di solista. Questo per dire che di tempo ne è passato da Lazlotòz e tu, in questi anni, hai affrontato tematiche disparate: Tutti contro tutti era per esempio un album più politico, forse anche meno intimista. In questi anni com'è cambiata la musica? Cosa possiamo salvare e cosa è meglio cestinare?

La musica cambia piano piano, con il passare delle mode perchè è di mode che si tratta. E' una cosa molto semplice. Io penso che dal mio primo album a questo ci sia una specie di autostrada, senza nessuna piazzola di sosta, autogrill strano,deviazione fuori dall'autostrada che ti permetta di rientrare, etc.
La mia musica è la stessa da sempre, è elettricità. Non ho certamente inventato io questo tipo di musica: da Neil Young a che ne so, qualsiasi gruppo emo anche stupido, “moderno”, perchè ormai anche quello è già andato nel dimenticatoio. Le chitarre suonano, la batteria picchia, il basso va dietro e c'è uno che bene o male si lamenta, urla o si dispera o si incazza oppure fa altre cose. La musica non cambia mai, cambiano gli stili ma alla fine l'unica differenza che puoi riscontrare è quella in un tempino più moderno.

I contenuti forse, quelli cambiano no?

Ma insomma, i contenuti sono sempre quelli, alla fine comunichi quello che è il tuo essere te stesso. Cioè, dovrei cambiarmi, eh! Ero così a vent'anni, sono così adesso. Il mio anarchismo, perchè non posso definirlo anarchia , è sempre
quello. Un rifiuto delle autorità in tutte le sue forme, anche se a volte ci convivi con queste autorità.
E quando questa autorità esagera, con due g, ogni tanto se qualcuno si mette ad urlare, perchè qualcuno ha esagerato, non è male. Il problema è che spesso si utilizzano linguaggi di merda. Ed è per questo motivo che con Nostra Signora Della Dinamite ho cercato di deviare da quella strada. Non amo il fatto di essere accomunato a gente che sul palco comincia ad intonare “Chi non salta Berlusconi è” oppure “Tutti insieme dai”, mi da fastidio.
Io credo di essere molto più lucido di questa specie di “feeling anti qualcosa” che fa ballare la gente e che fa muovere a ritmo. Non c'è niente da celebrare, c'è solo da rompersi i coglioni.
C'è una consolazione in tutto questo,una consolazione che fa schifo! Siamo vittime di una situazione di fatto che è poi quella che, attualmente, ognuno di noi vive sulla sua pelle e che sta portando via tutto quello che la mia generazione si era guadagnato. Adesso tu soffi nel palloncino quando ti fermano. Non so se mi spiego! E sono tutti d'accordo. Piano piano ci stanno rubando la libertà. E in tutto questo i media possono costruire dei mostri. Sul nulla. Possono creare dei diversivi giganteschi per nascondere il fatto che te lo stanno piazzando in culo alla grande. Ecco perchè non basta andare lì e dire: “Chi non salta Berlusconi è” oppure nominare duecento volte, durante un concerto, Berlusconi e la sua cricca. Il problema è che spesso il Combat Rock, con delle virgolette molto grosse, ha quest'atteggiamento gigione del “tanto ci capiamo al volo, siamo tutti fratelli”. Non siamo fratelli un corno. Spaccherei la faccia a qualcuno, spaccherei la faccia anche a te!



3) "Quello della foto" è un brano stupendo, a mio parere, ed è il titolo del primo brano del tuo album. C'è una frase che mi ha colpito particolarmente e che vorrei fossi tu a spiegarmi: " io non esisto, io sono il vuoto / sono quello tagliato via nella foto, io sono il margine, sono la sponda, io sono quello che resta all'ombra", e così via, in una sequenza di immagini che tendono a cancellare la persona nella sua fisicità! E' una domanda molto semplice la mia, ma è il frutto di chi rimane particolarmente colpito da contenuti così forti. Come nasce un testo così violento?


Si, sono d'accordo. C'è un lavoro di calcolo mostruoso su quelle parole. Sono tutte scelte con il lanternino. C'ho messo dei secoli, non è semplicissimo, è complicatissimo. Aggettivi che sono stati in bilico, tra quelli che sono adesso e quelli che erano. Una cosa che è durata almeno venti giorni. Non è uno scherzo, non è stata una cosa semplice. Guarda, è la prima volta che lo confesso! Sul facebook di una mia ex, ho trovato una foto che conoscevo benissimo dove c'ero anch'io ,tact, tagliata e c'era solo lei. Credo sia una delle tiritere più ferrettiane che abbia mai composto. Bibabibabibababababa. Ogni tanto mi piace giocare con queste cose.


4) La Tempesta dischi è attualmente l'etichetta discografica che più di ogni altra rappresenta la scena rock indipendente italiana. Giorgio Canali ha invece firmato parte della scena indie della penisola, come musicista prima e come produttore poi. E' un binomio, questo, che sembra funzionare anche tra di voi!

La Tempesta ha questa cosa di buono: non esiste. Non è un'etichetta, è un marchio, è una specie di etichetta virtuale che ci siamo inventati per fare uscire l'album 'Precipito', perchè prima di quello la Tempesta era stata concepita come etichetta dei Tre Allegri Ragazzi Morti per farsi i loro dischi. E quando mi hanno chiesto: “ Ma con chi fai uscire questo album?” e io ho detto “Beh con la Tempesta!” loro si sono messi a ridere; poi si sono guardati tra di loro e hanno pensato che forse poteva essere una buona idea. Ed è stato il primo album uscito con questa etichetta, non appartenente ai Tre Allegri Ragazzi Morti. Un anno dopo c'erano già tre, quattro album usciti con la stessa formula, questo perchè ognuno di noi si segue le sue cose. C'è Enrico, il bassista dei Tre Allegri che coordina un po', ma non c'è un lavoro di etichetta vero e proprio.

Non esiste un ufficio?

Mh..c'è Enrico ( si ride). La cosa più importante è che ci sia una coerenza di fondo. Ci si rivolge sempre alla stessa agenzia stampa ed è quella che alla fine fa un po' le veci, una sorta di direzione artistica. Tutto lì. Ed è l'etichetta più grande che c'è in Italia e l'etichetta non esiste, non è mai esistita. E' quella la cosa bella e nuova rispetto a tutte le altre concezioni di etichetta inventate in passato. Questa non è un'etichetta, è proprio un marchio. Alla fine ti rendi conto di come sia semplicefare tutto ciò, semplicemente perchèche non devi nemmeno dire: questo mese deve uscire questa cosa e non posso far uscire quest'altra! Ma che ci frega, usciamo. Abbiamo il catalogo più grosso di musica interessante, non voglio dire indipendente, italiana. Anche se, alla fine, non c'è catalogo!



5) Di musica indipendente, di gruppi delle nostre cantine, ce ne sono tanti per fortuna. Ma nessuno se li caga! Myspace ce lo dimostra quotidianamente.
Vorrei sapere se ce n'è uno in particolare, oltre a Vasco Brondi e alle altre produzioni che hai curato, che stai tenendo particolarmente d'occhio e che vorresti citare?

In Italia, sicuramente. Una cosa in cui ho creduto moltissimo e non se la caga nessuno è la band dei Dondolaluva. Sono di Siena, del Monte Amiata, son dei montanari abbastanza stregati.Lì ci sono le streghe e un magnetismo molto forte. Dei matti, dei pazzi. Per dirtene una: ogni volta che ci incontriamo il nostro batterista litiga con il loro batterista! In loro credo molto. Non faranno una virgola di successo perchè sono troppo intelligenti. Mi vengono in mente tante altre realtà ma... alla fine, chissenefrega! Tanto nessuno se li andrà mai a sentire!

C'è qualcosa che avresti voluto seguire e che non hai potuto fare?

Guarda, se posso preferisco guardare delle serie tv su internet, in streaming, piuttosto che fare il produttore. E' una cosa che perà, intanto, sono obbligato a fare. Vuoi perchè un amico me lo chiede, vuoi perchè incrocio qualcosa che è davvero spettacolare e dico lì ci devo essere. Però sai, ti succede solo nel momento in cui una cosa la scopri e non l'hanno scoperta tutti, altrimenti non vale la pena!


6) Hai già materiale per un nuovo lavoro attualmente o sei ancora concentrato su quest'ultimo album?

Quest'album è giù esaurito da un pezzo. Mi sono anche stancato di ascoltarlo adesso. Tra l'altro è successa un cosa buffa: per un mese, un mese e mezzo non riuscivo a staccarlo dal lettore dopo che era finito, probabilmente perchè non era ancora uscito, visto che è stato nel cassetto per un sacco si tempo. C'è già un album pronto a livello strumentale. Abbiamo già fatto le sessioni di registrazioni, poiché noi improvvisiamo, costruiamo delle ipotetiche canzoni oppure facciamo delle strutture lunghe che poi vengono tagliate, montate e alla fine io scrivo le parole. Sono al punto in cui non mi viene un cazzo da dire, quindi spero di avere presto l'illuminazione, altrimenti vorrà dire che ho già un album che uscirà tra un anno e non a ottobre come era previsto. Ma è pronto, musicalmente è già lì. Tra l'altro c'è Nanni al basso invece di Claude, quindi musicalmente è diverso. C'è una chitarra in più che è quella di Stefano Dal Col dei Frigidaire Tango che ormai fa parte di questo gruppo in pianta stabile da almeno otto mesi. E' sempre elettrico, nervosamente sgarrato, però è diverso!


7) Perchè non hai ancora scritto un libro?


Si, un paio di romanzi li ho nel cassetto, ma sono esercizi di stile che sono serviti a dimostrarmi che sapevo scrivere. Risalgono a prima di Lazlotòz, poi a un certo punto ho cominciato a cacciare via tutta la mia aggressività e psicoterapia per stare meglio, per evitare le malattie gravi, riversando tutto nelle mie canzoni, invece che su delle pagine bianche. Secondo me nelle canzoni è anche più difficile scrivere dei versi che abbiano un senso e che siano cattivi quanto te, rispetto allo scrivere un romanzo, qualcosa che abbia uno svolgimento. Poi obiettivamente, tutte le cose che potevo aver scritto tra il '93 e il '94 alla fine le ritrovi in tutte le cretinate di serie tv americane che viaggiano sulla fantapolitica, sulla fantascienza e sulla fantavita. Io scrivo canzoni, mi diverto di più. Penso che il capitolo finale per la scrittura del 20 secolo sia stata la Trilogia della città di K di Agatha Christie. Un libro secondo me irraggiungibile. Inutile che la gente scriva altro. Lo leggi e ti spiaccica. Da quel momento in poi non ho letto più nulla di così folgorante.


8) L'album di Giorgio Canali a cui Giorgio Canali è particolarmente legato e soprattutto perchè!

Io sono molto affezionato al primo album dei Rossofuoco, quello vero, quello che poi è stata la miccia che ci ha messo insieme. E' grazie a quel disco se abbiamo già inciso 4 album insieme. Perchè il primo album, Lazlotòz, è suonato con 200 amici, tutti abbastanza famosi, più famosi di noi, che ci suonavano dentro; era divertente e facile farlo. Il primo album coi Rossofuoco secondo me è bello almeno quanto Nostra Signora Della Dinamite, si somigliano molto, molto di più di quelli che ci sono stati in mezzo. Quest'ultimo album mi piace parecchio!


Grazie




Parole chiave: rock , Giorgio Canali , Interviste




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