Al Palamaggiò di Caserta esplode L’Eclissi tour
5800 persone per l’unica tappa campana dei Subsonica - La recensione del concerto
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Il buon subsonico sa benissimo di partire per il fronte ogni qualvolta va ad un loro concerto. E il manuale, se mai dovesse esisterne uno, recita: "Essere dotati di pazienza sufficiente a resistere alle cariche da pogo sottopalco. Prima dell’evento, fornirsi di un ottimo energetico, possibilmente non alcolico, onde evitare assenza di lucidità e jumping in fase di ascolto".Appuntate e seguite attentamente queste istruzioni, è possibile accedere all’area concerto.
Con queste premesse, ancora una volta, metto piede nel Palamaggiò di Caserta, la gente si accalca, ed è sempre più difficile avanzare ma, nonostante tutto, faccio breccia tra la folla. Sono curioso di sentire ciò che pensano del nuovo album.
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L’Eclissi è uscito da poco più di una settimana, ed il parere dei fan (ovvio!?!?) è positivo.
<>, dice uno dietro di me,
<< è vero, sembra fatto per ballare>> attacca l’amico; <> un altro ancora.
Speranza, naturalmente, vana. Si parte. La nuova disposizione sul palco li vede allineati, uno accanto all’altro, su di una lunga pedana orizzontale sgombra da amplificatori, monitor e mixer. Tutto è praticamente sotto il palco. I cinque aprono con la versione acustica di Tutti i miei sbagli, relegati in una gabbia che, a detta di molti, ricorda molto quella dei Nine Inch Nills, ma che per tutto lo spettacolo farà la sua più che degna parte. Fiumi di magma, vortici cromatici e fulmini accompagnano sullo sfondo una performance che non sarà delle migliori. Dopo appena qualche brano Max Casacci buca un’amplificatore. Samuel dimentica mezza strofa di Aurora Sogna ed uno spento Boosta, a metà concerto, si infortuna una mano. L’acustica del palazzetto, inoltre, non li aiuta. Tutto questo per dire, semplicemente, che al Palamaggiò si salta e si canta a prescindere.
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La band torinese, tra le più prolifiche del rock italiano, sia per live che per produzioni ( vedi Casasonica) fa ballare tutti. Anche un anziano che, al centro del palazzetto prima dell’inizio del concerto, probabilmente crede di essere ad un comizio, inconsapevole di ciò che di lì a poco si sarebbe scatenato. Dagli spalti i corpi si dimenano come bandiere al vento, e la platea è un’onda umana che si schianta contro i primi della fila. Nuvole rapide, Discolabirinto, Aurora sogna, L'errore e Colpo di pistola non lasciano scampoli d’aria; pezzi per nulla insospettabili che, eseguiti all’infinito, darebbero sempre e comunque la stessa energia.
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La Glaciazione, primo singolo estratto, piace e suona bene. Le ballate dei primi due album, Lasciati e Preso Blu, permettono di riprendere fiato ma non di stare zitti. Al massimo, di abbracciarsi.
Canenero e Liberi tutti danno il colpo di grazia prima della pausa. La seconda parte del concerto è calma apparente sino ad Up patriot to arms (cover di Franco Battiato). Poi il pubblico esplode.
L’odore, Ratto e il medley Piombo/Perfezione rimette tutti con le mani in aria.
Piombo è la protagonista del mix e si merita l’applauso del pubblico. Samuel ne sottolinea i contenuti e il contributo di Roberto Saviano e di Meg alla redazione del testo che recita - l’aria è più pesante che mai / quando un fantasma ci ruba l’ossigeno / quando il futuro è solo piombo su questa città / sotto una cupola che sembra la normalità.
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Nel frattempo noto che le intercalari di Samuel (strano ma vero!) si ripetono con minore frequenza. “Su ste mani!” e “Forzaaaa”, scarseggiano a vantaggio del pubblico che, in assenza, fa da sé.
Ultima pausa. Boosta si è infortunato alla fine di Perfezione e ha bisogno di medicarsi.
Si Riparte da Incantevole e, attraverso Il Cielo su Torino, si scivola sino alla fine.
Non si risparmia fiato ne energie necessarie al rientro a casa e, soprattutto, con pochi lividi.
Il mio dj, Nuova ossessione e Tutti i miei sbagli chiudono una tappa, quella campana, che lascia tutti senza parole. I Subsonica, con L’Eclissi tour, portano nei palazzetti la stessa aria che si respira nei club dove Samuel&C. si esibiscono con i singoli progetti paralleli (Krakatoa, Motel Connection, LN Ripley Boosta e i suoi dj set). L’approccio al quinto album risente molto di queste frequentazioni. Principi di Techno e drum&bass prendono forma nella maggior parte della tracklist. Peccato, però, che le abbondanti sequenze audio tolgano alla band quel tocco di esecuzione dal vivo che renderebbe il tutto ancora più interessante. I cinque, d’altronde, non hanno mai dichiarato di essere una rock band. A febbraio la band torinese sarà nuovamente in Campania.
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