ZIPPO – "Ode to maximum" (Autoprodotto)
Il primo CD della band di Ancona
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Un mix equilibrato di rock, metal, blues ed atmosfere psichedeliche. Queste le sfumature che arricchiscono il primo cd degli Zippo, band del centro Italia che definire stoner sarebbe riduttivo o, per alcuni, troppo vago.
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Arrivati all'attuale formazione con l'ingresso in line up, nel 2004, del cantante Dave Straccione, entrano in studio l'anno seguente per dare alle stampe queste dieci tracce. Già dalla copertina, il lavoro si presenta in maniera molto professione, al di sopra della media del panorama italiano. La qualità musicale dei ragazzi è stata premiata da un'intensa attività live che li ha visti dividere il palco con Witchcraft, Brant Bjork, Doomraiser ed El Thule fra gli altri.
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ZIPPO – "Ode to maximum" (Autoprodotto)
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Cuore del sound degli Zippo è l'energia trasmessa, soprattutto in canzoni quali "Tzunami Dust", vero maremoto sonoro, "Forgotten Seasons" con una frase iniziale dall'impareggiabile groove, "the Elephant March", lunga song dall'incedere decadente e quasi gotico, "Tukay's Fury" e "S.N.A.P.R.S.T." cantate in italiano. Risalta la capacità di variare strutture e stili, con un riffing marcatamente rock, unito ad un'energia ed un volume tipicamente metal. Il chiaro stampo Kyuss è riconoscibile fra le principali influenze come in "Kid in the Desert", così come le acide note di Clutch, Electric Wizard e Pelican.
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La registrazione è adeguata all'impatto, con chitarre ruvide, polverose e monolitiche sulle ritmiche, ariose sui fraseggi più acuti. Gli arrangiamenti sono essenziali, bilanciati, tutti funzionali alla buona riuscita delle canzoni, in grado di accompagnarsi bene l'un l'altro senza prevalere.
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Pregevole il lavoro della voce che, incentrata su timbriche rugose medio-basse, fa della potenza piuttosto che dell'estensione il suo tratto espressivo fondamentale. I testi sono quasi tutti in inglese e le succitate tracce in italiano sono una valida argomentazione per chi è convinto che il rock più duro non possa essere cantato nella nostra lingua.
Da ascoltare ad alto volume per assaporarne tutte le sfumature.
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